L’amore prima di Facebook 2: alla ricerca della felicità perduta di Gabriella Pappadà

Recensione di Eleonora Allegrini #

Secondo libro di una trilogia, L’amore prima di Facebook 2: alla ricerca della felicità perduta di Gabriella Pappadà si rivela un romanzo scorrevole e di piacevole lettura, dalla scrittura semplice e incisiva.

È un’opera che parla di sentimenti e lo fa senza fronzoli, trasportando il lettore nella realtà interiore della protagonista e negli eventi che le cambieranno la vita e il suo modo di approcciarsi ad essa.

La storia si fa strada tra ricordi, viaggi passati e presenti e una rinnovata consapevolezza del proprio percorso di vita. I personaggi sono ben delineati con descrizioni precise ma mai appesantite da inutili orpelli, mentre i luoghi vengono rappresentati al lettore come scatti ben riusciti, in cui l’autrice immortala l’anima dei posti visitati.

La protagonista, Gabri, è una donna alla soglia dei quarant’anni che si ritrova a fare i conti con una storia d’amore agli sgoccioli, con un marito distante e sofferente e tuttavia incapace di prendere decisioni nette, e con il ricordo di un idillio appassionato e autentico e di una felicità amorosa ormai lontana; il tutto sullo sfondo di una Roma eterna, vissuta come una prigione dorata. La protagonista inizia subito confessando la propria delusione e il proprio dolore per la fine imminente della sua relazione, mettendo nero su bianco le proprie emozioni, i dubbi e la sensazione di non aver fatto abbastanza; una sorta di “diario” tra passato e presente, scritto in itinere mentre ha luogo la corrosione di un legame che credeva indissolubile. Una storia d’amore durata vent’anni, caratterizzata da un lungo fidanzamento, sfociata nel matrimonio e incoronata dal tanto atteso arrivo di un figlio, adottato e adorato, che l’autrice ci narra tramite flashback e ritorni al presente all’insegna di episodi intensi e di viaggi, oltre al rimembrare dei tempi in cui l’amore, il corteggiamento si vivevano in modo personale, prima dell’avvento dei nuovi social e della resa ad essi anche per le questioni di cuore: la protagonista infatti impara, seppur con un po’ di scetticismo, a usare Facebook e WhatsApp anche nel campo affettivo. Il lettore ripercorre insieme alla protagonista le varie tappe della sua relazione amorosa, ma anche della sua carriera caratterizzata da viaggi e nuovi amici e del suo cambiamento interiore, fino a giungere all’epilogo, forse già scritto, ma per nulla scontato.

Il romanzo si inserisce nell’ambito della narrativa femminile e confesso che, pur non essendo una grande amante del genere rosa, per così dire, L’amore prima di Facebook 2: alla ricerca della felicità perduta mi ha piacevolmente colpita e anche incuriosita sin dalle prime pagine. Uno dei temi ricorrenti dell’opera, infatti, è il viaggio, inteso in un’accezione più ampia di viaggio fisico, interiore e temporale, oltre che ovviamente sentimentale, dove l’autrice ci trasporta lungo il percorso della sua relazione partendo dagli inizi per giungere, attraverso istantanee di episodi vissuti e convissuti romantici e non, alla conclusione dell’idillio, alla caduta. Come lettori veniamo trascinati in un turbinio di emozioni, dai ricordi romantici e sognanti dei primi tempi alla felicità per l’arrivo di un figlio, dal dolore nel vedere spegnersi il proprio sogno d’amore alla tristezza nel realizzare la propria impotenza di fronte all’evolversi degli eventi. Parallelamente, il nostro viaggio diventa interiore; la protagonista si mette a nudo, sviscera tutte le sue sensazioni e ci rende partecipi di ogni sussulto, di ogni dubbio, di ogni paura e di ogni riflessione. Viviamo quindi il percorso di crescita interiore di Gabri insieme a lei e sempre insieme a lei, proviamo dolore perché non vogliamo rassegnarci alla fine, non a questa fine; ma questo dolore nel corso del “diario” viene vissuto, elaborato e trasformato in consapevolezza, finché inizia ad affiorare la voglia di risollevarsi e la necessità di cambiamento per scovare una ritrovata resilienza. È infatti un viaggio lungo, per troppo tempo condizionato dall’attesa dell’uomo che deve decidersi, mentre la nostra protagonista resta in un limbo di incertezze e insicurezze che da principio non le consentono di fare il salto, forse per paura di vivere una vita che non conosce e che non riesce ancora a immaginare come la sua. Ma il bello di questo viaggio interiore è proprio il percorso che porterà inevitabilmente alla meta.

In tutto ciò, l’autrice ha la sagacia di far muovere il lettore anche nel tempo e nello spazio. Per tutto il romanzo, viaggiamo continuamente tra passato e presente, talvolta facendo brevi soste in un immaginario futuro, con salti temporali che ci permettono di conoscere i protagonisti più nel profondo e di estrapolarne tratti della personalità, capirne i sogni e le speranze e comprenderne meglio le azioni, i comportamenti e le decisioni del presente. Tutto ci si presenta come strettamente interconnesso e nulla di quanto accaduto e di quanto stia accadendo può slegarsi dal viaggio vero e proprio. Nel narrare d’amore e di sentimenti, infatti, la protagonista non manca di coinvolgerci in una parte importante e fondamentale della sua vita: i viaggi, una passione tramutata in lavoro. Ogni fase della sua storia d’amore, ogni ricordo, ogni pagina del proprio “sfogo interiore” sono sempre legati a un viaggio; scrive parte della sua storia mentre è in viaggio, riflette sul suo matrimonio anche attraverso i viaggi fatti insieme al marito e la sua crescita interiore non sarebbe del tutto possibile senza i suoi viaggi. Ed è in questo girovagare tra luoghi e culture che la narrazione tocca il suo apice, risultando particolarmente coinvolgente e trascinante. La protagonista descrive i luoghi visitati con precisione e raffinatezza; le viuzze, le piazze e i monumenti vengono narrati come dipinti e il lettore ne visualizza ogni sfumatura al punto di ritrovarsi lì a vivere quelle stesse emozioni ed esperienze. Tale forza narrativa qui è data non solo dai luoghi, ma soprattutto dalle persone incontrate, volti e paesaggi autentici si mescolano per catapultarci all’interno di culture diverse, la cui bellezza viene sapientemente delineata dalla penna della Pappadà. Grazie a questi incontri, scopriamo non più solo la fidanzata/moglie/madre, ma la donna Gabri, indipendente e sicura nel suo lavoro, quanto è fragile e delusa nell’amore. Ed è nel riscoprirsi donna che la protagonista troverà la via per la ricerca di una nuova felicità.

Una lettura nel complesso gradevole e dalla trama interessante, che coniuga la narrativa rosa alla narrativa di viaggio con astuzia e pathos e che raccomando sicuramente agli amanti del genere rosa, ma che è molto più di questo, poiché con coraggio l’autrice sfonda il muro del genere letterario a sé stante e riesce a elaborare un romanzo in grado di appassionare anche gli scettici. Se avete voglia di immergervi in un viaggio non privo di sussulti, di giravolte e di esplorazioni, L’amore prima di Facebook 2: alla ricerca della felicità perduta riuscirà a coinvolgervi senza deludervi, sempre che abbiate voglia di uscire come Gabri dalla vostra zona di comfort, lasciandovi trasportare alla scoperta del mondo interiore ed esteriore e correndo il rischio di intraprendere lo stesso affascinante percorso di cambiamento della protagonista.

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