A poi di Giovanni Battista Argenziano (Le Càriti)

Di Gian Luca Guillaume

Quante energie ha Giovanni Battista Argenziano: prima ci ha proposto la trilogia in versi intitolata FrammentiPercezioni Prosa poetica dell’essere, ora si presenta con la raccolta poetica A poi, pubblicata dall’editore Cáriti.

Anche questa volta ci troviamo di fronte a delle poesie sulla vita, inaspettata (“A volte accade / in modo inaspettato / che un desiderio / costante e a lungo voluto / diventi di colpo / tempo vissuto”) e solitaria (“Se vivere sarà / la distanza / morirò / tra le mie braccia / in una stanza / senza pareti / dove il limite saranno / i miei pensieri”), sull’amore sincero (“Vorrei / tra qualche tempo / prenderti per mano / per portarti in un posto / né vicino né lontano”) e sulla paura consapevole (“Adesso che la paura / finalmente del tutto / ci ha dominato / perché l’undici settembre / lo avevamo / dimenticato”), sulla realtà (“La realtà a volte / è il contrario / di quello che si vorrebbe / fare”) e sul sogno (“Ho chiesto alla mente / di smetterla di sognare / perché se il sogno / è illusione / è meglio”) e sul rischio di oscillare tra questo e l’altro mondo (“Se passi la tua vita / ad aspettare / il momento giusto / per poter realizzare / quello che davvero sei / e che vorresti / fare /  arrivi a confondere / il sogno e il reale / perdendo / te stesso / senza capire / per quale motivo / la vita che fai / nulla ha in comune / con quello che sei”).

Sono tanti gli argomenti trattati come tante sono le poesie in questa raccolta, compresa di una Nota esplicativa dell’editore alla fine del libro (molto interessante).

Lo stile dell’autore è scarno, diretto, volto a scrutare, come un osservatore oramai sconsolato e rassegnato (“Vi osservo / ma non vedo sguardi / Vi ascolto / ma non sento / vostri pensieri”) e a riflettere con calma e serenità (“La verità non è / interpretazione / ma analisi / attenta e onesta / di fatti / non di parole. / Con le parole / la puoi modificare / rendere complice / di ciò che vuoi / ottenere. / La puoi dirigere / manipolare / rendere compatibile / con quello che vuoi fare / fino a negare l’evidenza / per poter / galleggiare”). Sono versi semplici, intellegibili e pieni di una vitale emozione che esorta il lettore a condividere il proprio pensiero e il proprio vissuto.   

Il lessico è umile, quotidiano, attuale. Il poeta interloquisce con trasporto e onestà, senza fare distinguo alcuno.  

Poche sono le certezze della vita, questo lo sappiamo un po’ tutti, e Argenziano, attraverso i suoi versi, vuole semplicemente mettere i puntini sulle sue i, chiare e cristalline, che sono effettivamente le i di tutti quanti noi.    

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