di Gian Luca Guillaume
Uscita al principio di quest’anno (febbraio) per i tipi della Nulla Die, Tempo Triste di Maddalena Di Gaspero Gottardo è un ritorno alla poesia scritta “con il sangue”, alla poesia lirica carica di significati luminosi e oscuri.
Opera prima di una poetessa che ben conosce la materia ove allestire il palcoscenico delle proprie idee, delle proprie esperienze, della propria anima messa a nudo, che mediante l’influenza di autori amati e assimilati con rispetto e dedizione è riuscita a scrivere un’opera personale e ispirata.
Leggendo la raccolta salta all’occhio la scelta stilistica lessicale di fare ampio uso di termini organici, anatomici, una cartina geografica dell’apparato umano utile a decifrare i vari riferimenti al dolore fisico, che diventano a loro volta metafora della vita e della morte.
Lo stile è alto, nobile, solenne e sofferto, una riflessione perpetua che non lascia un attimo libera la mente della poetessa; alcuni componimenti sono veri e propri ragionamenti filosofici in pillole, carichi di reminiscenze bibliche, scientifiche (anatomia umana) e antropologiche.
L’animo umano sta molto a cuore alla Nostra, che con partecipazione e speculazione non si risparmia, intaccando anche la sua stessa fibra morale, intellettuale ed esperienziale.
Concludo dicendo che questo non è un libro “facile”, accessibile a tutti, vuoi per la scrittura poetica imbevuta di filosofia, vuoi perché nell’intricata vicenda umana non vi è nulla di semplice, nulla di scontato.