Il silenzio del lago di Angelarosa Weiler (Aurea Nox)

di Salvatore Amato

Il protagonista assoluto del romanzo di Angelarosa Weiler è il lago con il suo silenzio, che scorre placido tra le vite, le storie e i segreti.

Che gli scheletri dentro l’armadio ce li abbiamo tutti e la naftalina non copre l’odore del carcame. Le pupe di mosca evolvono il loro stato embroniale nutrendosi di lembi di carne morta, tatuaggi maori nel cuore e nemmeno sapevi di averli: ogni famiglia ha la sua storia che non narra a nessuno. Tocca al lago raccontarla con i suoi silenzi.

Il silenzio unisce, il silenzio separa fino al sipario. Un lago silente si fa custode di segreti. Meglio lui che una pettegola. Il lago interpreta la via del mutismo in un cammino di chi non può, e non vuole, dimenticare.

La penna della Weiler è un’ottima penna, conduce il carro con eleganza. Parte piano, fa in modo che i suoi passeggeri si siano messi comodi e poi pigia sull’acceleratore, un po’ alla volta, senza scossoni. Lascia parlare i suoi personaggi, perché in fondo è la loro storia e l’autrice è solo un tramite. Accenna, tentenna, ritorna, gioca con il lettore, pende per pagine e pagine. Lo sa catturare, non c’è che dire. Il pathos è poderoso, concreto, tangibile. Il paguro ha trovato un guscio più comodo, l’ha occupato e l’ha chiamato casa, ma non è diventato più affascinante, nessuno lo sceglierà mai come animale guida.

Tra il lippo del lago e gli spettri del tempo. Dagli anni ’50 agli anni ’80. Marisa e Lisetta, Luis e Lucia. Ambizioni, tradimenti, redenzioni e segreti. Segreti, quelli sì che bruciano come nient’altro può fare. Il silenzio del lago è un romanzo corale, potente e coinvolgente, che scava in silenzio. Non cerca un tesoro nascosto. Ma i resti di una storia cucita nella memoria e nel sangue. Cucita addosso a chi resta e a chi è andato via. Una storia che sconvolge le vite di un intero villaggio.

Tutto cambia per non evolversi mai. La grande novella rusticana che chiamiamo vita continua. Dalla seggiola di dietro ti spingono a pedate, nella speranza di farti afferrare il pennacchio e vincere il premio. E la fragilità umana sta a portata di mano, si specchia nelle acque del lago come Narciso. Ma mano nella mano si può andare oltre la soglia del giudizio e scoprire mille scintille di luce.

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