Successe a Castle Leeve (vol.1 e 2) di Marco De Lorenzo (Rossini Editore)

di Salvatore Amato

Thom Shidder è giovane e testardo, qualità presa dal padre, almeno così sostiene la madre, e lascia un lavoro tranquillo e ben retribuito per arruolarsi nei Marines.

Gli elicotteri hanno sensori di morte e Thom trova paragoni azzeccati nella loro assurdità, ma in fondo in guerra niente ha senso. La guerra è come un flipper e un soldato deve considerare normale che potrebbe morire lontano da casa, in culo al mondo come scrisse Antonio Lobo Antunes, in qualsiasi momento.

Con rotte assestate a menadito, nel primo volume l’autore ci trasporta tra luoghi e tempo, dal 1968 al 2018, dal Vietnam a Castel Leeve, passando per l’Iran, tenendoci incollati dalla prima all’ultima pagina.

Il ritmo è serrato, scorrevole, coinvolge, invoglia a divorare la pagina e passare alla successiva, a fine lettura avremo lo stomaco pieno di carta, la smania di proseguire con il secondo volume e del libro sarà rimasta solo la rilegatura.

Castel Leeve è una contea con le strade martoriate dai camion che trasportano bestiame e prodotti agricoli. Castel Leeve sembra un posto tranquillo, ma è meglio non fidarsi delle apparenze. Ed è proprio qui che si svolge tutto il secondo volume.

Successe a Castel Leeve è un thriller paranormale anfetaminico che appassiona e che riesce a combinarsi con l’horror Doc, di quelli che oggigiorno se ne trovano pochi in giro, un’opera ben strutturata che attinge dai mali endemici del mondo e dell’umanità e dalla mitologia preislamica.

Il lettore incontrerà diversi personaggi dediti a combattere con le proprie paure e i propri demoni, aprirà armadi con più scheletri che stampelle, decifrerà segreti e misteri, guarderà dritto negli occhi la creatura maligna, respirerà effluvi di morte. In certi momenti, l’orrore si farà così fitto da voler oltrepassare le pagine e raggiungerlo nella propria “comfort zone”, trasportandolo nell’incubo e l’abisso; in quel trabocchetto del Castello di Trezza di Verga.

Alla fine, un Jin può essere scambiato per un angelo, il sangue si sparge perverso e sadico in scenari grotteschi e, talvolta, bizzarri, la violenza prevarica per il fabbisogno del demone; ma forse sarà proprio quel demone ad aiutare lo sceriffo a ritrovare sua figlia.

Poco importa, il demone manipola le menti e il tempo. E se qualcuno raccontasse cosa successe a Castel Leeve lo chiuderebbero in manicomio e butterebbero la chiave… Avanti piccola Lu, è ora di andare.

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