L’orologio della torre antica. Storie di streghe, di morte e d’amore di Alfredo Betocchi (Il Campano)

Recensione di Eleonora Allegrini

In questa storia di streghe, amore e morte Alfredo Betocchi ci conduce in un viaggio nel tempo, i cui protagonisti sono un’antica torre con il suo orologio, amanti sfortunati e giovani curiosi, incantesimi e misteriose sparizioni.

L’autore ci regala un romanzo tra lo storico e il fantastico, tra il reale e l’immaginario, ambientato nel tranquillo paesino di Borgo, nel cuore della natura casentina, le cui leggende e la cui storia di nobili, incantatrici e guerrieri fanno da filo conduttore alla narrazione.

È l’estate del 1957 e come ogni anno, Carlo e Chiara trascorrono le vacanze con le rispettive famiglie a Borgo, nella provincia aretina. Tra serate con gli amici e lo studio per gli esami che li attendono al rientro in città, le giornate passano spensierate finché i due giovani non si imbattono nella leggenda che aleggia intorno a quella torre austera immersa nel bosco e al suo orologio fermo da decenni, che domina la città come un’ombra immobile e a tratti spettrale. Spinti dalla curiosità, ma non senza paure, intraprenderanno un percorso a ritroso nel tempo, tra visioni e misteri, sparizioni ed eventi bizzarri, che li condurrà a indagare sulla storia e l’inquieto passato della torre medievale.

Le vicende di Carlo e Chiara si intrecciano così a quelle di Elodia ed Enrico di Torrebruna, giovani innamorati di Borgo nel lontano 1288; con un salto temporale e narrativo vivremo il loro sfortunato amore, tra battaglie e antiche credenze, e da cui si genererà l’eredità oscura di Borgo. Nel mezzo, a incastrarsi nella trama, nel 1795 compare la dimora dei Conti dei Guidi, la gioia prima e il dramma poi di Ugo e Isabella, forse per sventura o per maleficio. Passando da un’epoca all’altra e seguendo gli eventi che coinvolgono le tre coppie protagoniste, pian piano quella torre e quell’orologio si fanno più inquietanti, ma messe alle strette, alla fine calano la maschera.

Nell’Orologio della Torre Antica, l’autore ci conduce in una vera e propria spedizione nel tempo e nella storia alla ricerca di risposte; le diverse epoche si alternano con salti temporali sapientemente calibrati e intessuti e l’ambientazione temporale è tangibile quanto quella spaziale, grazie a ricostruzioni di fatti storici attendibili e interessanti, frutto di ricerche e conoscenze approfondite.

Tutto ciò fa da cornice al “personaggio” che muove egregiamente le fila di tutto il romanzo: l’orologio dormiente di Borgo.

Sebbene il contesto storico possa far pensare a una scrittura accademica e a una lettura impegnata, il breve romanzo in verità ha una scorrevolezza piacevolissima e mai pedante, al contrario si rivela avvincente e coinvolgente; l’autore infatti è abilissimo nel dosare fatti storici e immaginari con un utilizzo esemplare della lingua.

Nella sua opera, Betocchi mescola con maestria realtà e fantasia, fatti storici e oscure leggende, dando alla luce un romanzo che incuriosisce e intrattiene, istruisce e arricchisce; sì perché la storia che ci viene presentata è ambientata in un “borgo” dell’aretino che esiste davvero ed è ispirata alla vera leggenda della sua torre e il lettore curioso sarà spinto a ricercare quei luoghi e quei misteri, apprendendo di più sull’aspetto storico e folcloristico del “borgo” che fa da teatro all’intera vicenda.

Personalmente ho apprezzato molto l’Orologio della Torre Antica, sia per la trama e la vicenda narrata essendo appassionata di storia, miti e leggende, sia per la scrittura gradevole e ricercata al tempo stesso, quel tanto che basta per dare vita a un testo appassionante che non tedia il lettore, ma al contrario lo catapulta in un affascinante percorso nei secoli della nostra storia.

Consiglio la lettura di questo romanzo a chiunque voglia trascorrere ore piacevoli in compagnia di personaggi mai banali e scontati e desideri ripercorrere diverse epoche senza rischiare di annoiarsi. Concludo ringraziando l’autore per avermi portata a conoscere un piccolo gioiello toscano di cui ignoravo l’esistenza, insieme alle sue tradizioni e credenze e non mancherò di visitarlo alla prima occasione… se siete curiosi di sapere dove è davvero ambientata la storia, leggete il libro e da lì partite alla ricerca di Borgo e del suo patrimonio.

3 pensieri riguardo “L’orologio della torre antica. Storie di streghe, di morte e d’amore di Alfredo Betocchi (Il Campano)”

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