Nella brughiera di Valerio Dalla Ragione (Elison)

Recensione di Alessio Romanini

“Lui sta passando di lì. Il giornalista. Il grande, il mitico: fra i circa cento miliardi di esseri umani che sono mai stati baciati dal sole su questa Terra, doveva succedere proprio a lui di essere quello che ha capito tutto.”

Questa è una frase con cui Valerio Dalla Ragione nel suo romanzo “Nella brughiera” introduce il personaggio del Giornalista, il quale non ha un nome proprio e quindi Giornalista diventa il suo vero nome. Questo personaggio affascina subito il lettore, introdotto in questo bel romanzo dal carattere forte e deciso.

Immergendosi fra le pagine, il lettore sembra proiettato dentro uno scritto di Kafka, dentro un mondo che ha dell’assurdo; viene lanciato dentro la Brughiera, dove personaggi misteriosi e alcuni dall’aspetto inquietante dettano la lettura.

Affiancato al Giornalista, a un certo punto, appare quello che diventerà il personaggio principale e voce narrante del racconto.

È lui, l’autore del libro, che dopo una serie di avventure scoprirà di essere stato proiettato nel suo romanzo. Risucchiato da esso, dentro pagine vuote da scrivere, pagine rimaste nel suo inconscio.

E dopo una serie di vicissitudini, incontrerà un Organismo, una specie di mostro tentacolare, il quale, con grande stupore della voce narrante, gli farà capire che in realtà il romanzo in cui si trova prigioniero è frutto del mostro.

In uno stato di profonda apatia, segue il suo destino.

L’autore, alla fine, scoprirà come in un sogno di aver terminato il suo libro e tutti i personaggi del romanzo hanno ritrovato la naturale collocazione nel racconto. Racconto scritto per mano dell’Autore.

Questo romanzo nel romanzo cattura immediatamente per la capacità lirica e la scorrevolezza delle parole.

Entrati nel cuore del romanzo, si viene subito catturati dall’aspetto paradossale del racconto misto a fantasia.

Sorprendono anche le emozioni e le percezioni di vivere dentro la Brughiera in prima persona, nonché anche l’aspetto psicologico che si palesa sempre più forte.

È tanto che non leggevo un libro così ben scritto da un bravo autore italiano che è riuscito a sorprendermi e a catturarmi fino alla fine.

Alessio Romanini

Alessio Romanini nasce a Piano di Mommio (Lu) e vive a Viareggio (Lu). La passione per la scrittura arriva in tenera età, influenzata da poeti come Giacomo Leopardi, Giovanni Pascoli e i poeti crepuscolari ed ermetici italiani. Negli anni, partecipa a diversi concorsi di poesia per tutto lo Stivale, risultando in alcuni anche finalista. Pubblica la prima silloge “Rime Spente” con Giovane Holden Edizioni. L’anno 2020 porta alle stampe la seconda silloge, dal titolo “Scaffali Tarmati”, mentre nel 2021 esce la terza silloge “Smarrita la Mente”.

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