Il garzone del boia di Simone Censi (Elison)

Di Lidia Laudenzi

Questa è la storia di un ragazzo e un boia.

Un ragazzo la cui vita dipende da un boia. Un boia che per pochi soldi ha strappato un ragazzo alla sua famiglia e ad una vita di stenti per farne il suo garzone, iniziandolo non solo al mestiere del boia, ma anche alla lettura e alla scrittura.

Il boia vede e vive il suo mestiere come una vocazione, per il ragazzo, invece, è un lavoro come un altro; il ragazzo d’altronde non vede l’ora di affrancarsi da questo mestiere, che per lui ha rappresentato solo un’occasione per fuggire da un destino infausto.

Quella narrata da Simone Censi è la stramba storia di uno strambo apprendista, a metà tra il romanzo di iniziazione e “di perdizione”.

Anzi no: a voler essere precisi, è la storia di uno dei più celebri esecutori di sentenze capitali dello Stato Pontificio, Giovanni Battista Bugatti, in arte Mastro Titta.

È il garzone che narra la sua esperienza di vita e di lavoro (che qui coincidono), riportando stralci dei suoi iniziali e giovanili scritti professionali, i racconti del maestro e anche gli ‘appunti dell’epoca’, raccolti chissà dove, chissà da chi.

È la storia personale e professionale del boia più famoso e temuto e del suo apprendista, che si intreccia e si mescola a tante, piccole e infinite storie. Racconti di morte, racconti di vita.

Storie vere o romanzate? Per saperlo è necessario arrivare fino alla fine della narrazione, quando l’autore sarà ben lieto di spiegare Le ragioni di un perché, un espediente originale per indicare fonti e bibliografia e stimolare ancor di più la curiosità su un argomento a confine tra Storia e Fantasia.

Sarà facile sorvolare le centinaia di pagine tra le quali il racconto si sviluppa: un originale canovaccio narrativo, escamotages letterari ben congeniati e una superba descrizione storico-sociale di quell’epoca – resa soprattutto dall’uso sapiente del dialetto e dell’italiano ottocentesco – rendono vivace una narrazione storica che potrebbe cadere facilmente nella noia.

Straordinaria l’abilità narrativa dell’autore che trasporta il lettore in un’altra epoca, in un altro mondo, all’interno di piccole storie, ma proprio quelle che hanno fatto la storia con la S maiuscola.

Lidia Laudenzi

Nata nel ‘78 in provincia di Roma, vive e lavora nella Capitale. È una bibliotecaria appassionata di storie da leggere, scrivere e fotografare.
Dal 2016 collabora con la rivista Photosophia. Nel 2019 ha pubblicato il suo primo racconto nell’antologia Una risata vi salverà (Terebinto) e una selezione delle sue fotografie nella collana Immagini e parole (n. 60, Pagine). I suoi racconti e le sue poesie sono state pubblicate in varie antologie.

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