Il tempo del cinema di Lucio Dell’Accio (Giovane Holden Edizioni)

di Claudia Simonelli

Il tempo del cinema di Lucio Dell’Accio si legge a fotogrammi, che si fermano un attimo prima di ripartire, un po’ come un orologio a pendolo che indugia nell’oscillazione prima di cominciarne un’altra.

La settima arte qui è metafora ma non troppo, da sempre custode di storie sepolte. E in questa storia si parla proprio di una storia sepolta, o per meglio dire, del recupero di una storia andata in parte perduta.

Il protagonista, Alessandro Monteri, però, va a tentoni, come se il recupero fosse un rammendo fatto al buio: si ricuce un tessuto vecchio senza vederne bene i punti, fidandosi solo delle proprie dita e dell’intuito. Siamo nell’estate del ’97, e Alessandro rincorre le tracce di un principe pellerossa che principe non era mai stato, e mentre lui insegue la storia, questa gli taglia la strada e fa perdere le sue tracce, confonde le acque che diventano torbide, proprio come quando rimesti la sabbia nella bassa marea.

Alessandro è sognatore cinico, un disilluso che non smette di credere nel potere dell’immagine. Ostinato, non smette mai, nemmeno quando Francesca, colei che più di chiunque altro aveva creduto nel sogno, lo abbandona a Roma, da solo. E proprio da Roma parte il viaggio. Roma-Parigi-Lisbona, alla ricerca del principe, e forse anche un po’ di se stesso.

Alessandro ricerca e ricostruisce la storia di un truffatore e, nella truffa, rivede l’ordine delle cose, come quando scendi in cantina alla ricerca di una cosa e finisci per trovarne molte altre.

La penna di Dell’Accio non strattona il lettore, lo accompagna. Ha l’andatura di chi cammina senza fretta, rallentando quando l’amico che gli cammina accanto si distrae davanti a una vetrina, e riprende il passo quando l’altro lo riprende lui.

E noi insieme a loro, camminiamo e ci confondiamo, e pagina dopo pagina scopriamo la storia di Laplante e quella di Alessandro.

Il lettore ideale è appassionato di cinema e di storia del Novecento, apprezza i romanzi di formazione con uno sfondo storico solido, e cerca una scrittura curata.

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