Il tempo del cinema di Lucio Dell’Accio si legge a fotogrammi, che si fermano un attimo prima di ripartire, un po’ come un orologio a pendolo che indugia nell’oscillazione prima di cominciarne un’altra.
Oreste Gattamorta (Dio, che cognome – cit.) è un ultraottantenne che decide, di sua spontanea volontà e spinto da motivazioni personali, di andarsi a rinchiudere in una Residenza sanitaria per anziani, in un paesino di montagna, nonostante sia ancora perfettamente in grado di prendersi cura di sé.
“Impara a dire addio a tutto ciò che è di impedimento ai tuoi sogni, mia cara. Impara ad attraversare il muro di cristallo. Sii te stessa: questo è il vero segreto della felicità.”