La ragazza resiliente di Lucia Maitino (Elison)

Recensione di Lidia Laudenzi

“Avessi saputo che il futuro non sarebbe stato come l’avevo disegnato, sarei partita comunque quella mattina all’alba?”

È quello che si chiede Bea Lucillini, mentre si appresta ad affrontare l’ennesima difficoltà. Nessuna vita è scevra di momenti impervi, problemi di ogni sorta, preoccupazioni. Ma alcune vite più di altre sembrano navigare continuamente in un mare in tempesta, nonostante si faccia di tutto per evitare onde altissime e per restare almeno a galla.

Ecco, la vita di Bea è un perenne mare in tempesta. Tutto inizia nel 1958 quando Bea decide di lasciare Lavello, suo paese natio, e di abbandonare (finalmente!) la sua anaffettiva famiglia di origine.

Scappa lontano Bea, fino a Torino, per poter essere libera dalle costrizioni e dai pregiudizi di un piccolo paese di provincia. Scappa lontano per poter essere libera di amare Amedeo, quell’uomo così affascinante, più grande, già sposato. Si lascia indietro tutto pur di poter disegnare il futuro che sogna.

A Torino, però, la vita le crolla subito addosso, frantumando tutte le sue aspettative.

Discriminata da quel Nord, che in quegli anni, non esitava a dimostrare disprezzo verso gli immigrati del Sud.

Violentata, psicologicamente e sessualmente, proprio da quell’uomo che amava più della sua vita e per il quale tutta la sua vita aveva messo in gioco.

Disprezzata, poi, da quei pochi amici e da tutti i condomini per quella serie infinita di aborti, unica scelta possibile per quei figli non cercati, non voluti, frutto solo di violenze inevitabili.

Vedova, infine, di quel marito non marito, un essere dall’anima infame che neanche da morto riesce a regalarle pace.

Il dolore la insegue come una maledizione: non era questo il futuro che aveva sognato.

Ma Bea resiste, sopporta ogni momento impervio solo grazie all’amore per i suoi quattro figli e a quella sconosciuta e invisibile forza che è la resilienza. Quell’ostinato aggrapparsi alla vita, sempre, nonostante tutto.

Una storia toccante, la storia di una donna qualunque che si fa portavoce di un particolare spaccato sociale dell’Italia degli anni ’60. Una denuncia, quasi, da parte dell’autrice a volere spezzare quel silenzio che per decenni ha nascosto storie come quella di Bea. Storie di cui tanti erano a conoscenza e hanno, invece, preferito tacere.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...